Il trampolino del coraggio

Sotto gli sguardi attenti e critici degli amici si deve dimostrare ardimento


All'inizio degli anni Trenta un "diabolico" strumento invade la spiaggia: lo jo-jo. Il passatempo diverte e innervosisce grandi e piccoli. Tutti si rompono il capo nel tentativo di arrotolare e srotolare un cordoncino con una pallina attaccata all'estremità. Con lo jo-jo si fanno gare, si stabiliscono record, s'inventano movimenti, si passano le giornate.


Estate Vacanze Rimini Riviera Adriatica Anche i cruciverba e i quiz sono passatempi molto in voga. l'enigmistica diven-ta un pretesto per un piacevole incontro e, a volte, anche un'occasione per un intreccio sentimentale.
L'umorismo, sotto le tende, è cerebrale e si esprime con un linguaggio ermetico e sottile. Le battute spiritose e le barzellette fanno il giro delle compagnie. Guai a non essere al corrente sulle ultime novità in fatto di giochi di parole, a non conoscere le risposte da dare ai doppi sensi maliziosi, agli indovinelli sulla... sigaretta, perché ci sarà sempre qualcuno che, in ritardo, domanderà a bruciapelo, di quella cosa che "più si tira e più si accorcia". Bisogna essere pronti e aggiornati.
Sotto le tende, che ora si dilungano in più file multicolori, si conserva, si fuma, si sbircia al largo con il binocolo e si trova anche il tempo per sfogliare libri, riviste, giornalini a fumetti; questi ultimi sono la passione dei piccoli, ma incuriosiscono anche i grandi.
I momenti di relax sulla spiaggia non sono tanti. Il mare attrae moltissimo e offre infiniti svaghi e tanta libertà.
Il trampolino è la novità dell'estate: "imbarca" gente di continuo e rappresenta un minuscolo centro per vanitosi esibizionisti. In quella rudimentale piattaforma, infatti, sotto gli sguardi attenti e critici degli amici, si deve dimostrare ardimento. Le parole, li, non servono; contano i tuffi! L'abilità e il coraggio si dimostrano con il "carpiato in avanti": un tuffo di testa con il quale si affronta, in volo, un rapido movimento degli arti prima di raggiungere l'acqua in perfetta linea verticale Quel tuffo non lascia scampo alle "mezze calzette"!
Ai trampolini ci si arriva a nuoto e, naturalmente, la meta è sempre occasione di gare stimolanti. Molti si cimentano anche in moscone La piccola, maneggevole, economica imbarcazione ha vinto la sua battaglia d'identità etimologica: i patiti del remo non se la sentono di chiamarlo pattino, come pretendono da tempo alcune disposizioni che, in linea con la nota campagna per la soppressione della mosca, vogliono abolire sulla riviera anche la parola moscone. A Rimini non esistono malintesi e ambiguità: tutti sanno che, quando si parla di mosconi, i ditteri non c'entrano!
Dopo il bagno o la remata si corre alla doccia. Ma "pochi la fanno", giura il cronista impertinente di Riviera di Rimini, il 15 agosto 1935, che osserva quel luogo sempre affollato, perché "sul più bello manca il coraggio di sorbirsi quell'abluzione d'acqua ghiacciata", per cui, dopo la lunga attesa, quasi tutti si accontentano di "bere nel cavo della mano qualche sorso".
La pelle color bronzo è diventata chic. Belle signore, lucide d’olio e di pomate, trascorrono in riva al mare gran parte della giornata; si distendono immobili sulla sabbia e, nelle più strane posizioni, offrono al sole tutte le parti del corpo, coscienti che una perfetta abbronzatura farà risaltare maggiormente il dècolletè sotto l'abito da sera.

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