Velocità ed eleganza
Negli anni trenta il mito della velocità e della tecnologia s'identifica con l'automobile
Negli anni trenta il mito della velocità e della tecnologia moderna più avanzata s'identifica con l'automobile. Questo entusiasmante mezzo di locomozione, sogno irrealizzabile per milioni d’Italiani, conquista sempre più. Se le spettacolari imprese dell'Alfa Romeo e di Nuvolari esaltano le masse, d'estate a Rimini, le gimkane soddisfano in pieno le simpatie dei bagnanti. Il tradizionale avvenimento automobilistico si ripete tutti gli anni sul piazzale a mare dello stabilimento e riempie di pubblico chic i giardini e le terrazze del Kursaal e del Grand Hotel.
Oltre al brivido della velocità e prestigio della destrezza l'automobile ha anche il fascino dell’eleganza. Convegni, carovane e concorsi di bellezza per vetture portano a Rimini, riferisce il Corriere dei Bagni il 3 agosto 1930, "nelle macchine più lussuose, i migliori nomi del volante, dell’aristocrazia, dello sport". Queste gare di vanità attirano sempre una gran folla. Tra gli applausi del pubblico, assiepato ai bordi del parco sui marciapiedi del lungomare, c'è però chi, osservando sfilare quelle evanescenti vetture, non si lascia prendere dalle illusioni. Nei progetti di molti Italiani è entrata un’utilitaria, si chiama Balilla, è uscita dalla Fiat nel 1932, ha tre marce e consuma otto litri di benzina ogni cento chilometri. Il suo prezzo è accessibile: costa 10.800 lire. Dal 1933 prendono il via i "Raduni gialli dell'Adriatico", spassose cacce al tesoro a carattere poliziesco, predilette, dice il Corriere Padano il 20 agosto l935, "da molte personalità del mondo diplomatico e dell’aristocrazia d'Italia e fuori".
Tra i più assidui alla gara, che abbina "la fusione dei colori delle vetture alle acconciature sportive dei concorrenti", figurano i figli del Duce, Bruno e Vittorio e di Arnaldo Mussolini, Vito, oltre ai Podestà di Rimini e di Riccione e ad influenti personalità del Regime.
La gente, lungo il percorso di gara, assiste divertita alle avventure dei partecipanti e, a volte, si lascia coinvolgere dalla competizione; spesso corre in aiuto degli automobilisti i quali devono seguire un itinerario segreto, pieno di imprevisti e ricco di "ogni sorta di romanzesche difficoltà".
Il gioco, che consiste anche nel trovare gli oggetti elencati in un foglio ricevuto dalla giuria alla partenza, crea per viali del litorale un'insolita baraonda; si assiste ad un umoristico carosello d’automobili cariche di cose stranissime: materassi, ruote di bicicletta, remi, grammofoni, gabbie... Il cocktail party, sulle terrazze del Grand Hotel, attende all'arrivo i concorrenti.
Nel 1938 e nel 1939, sul piazzale a mare (Parco del Litorio) del Kursaal (Casinò Municipale) riscuote successo una gimkana riservata al gentil sesso: si chiama "Giostra automobilistica femminile dell'Adriatico" ed è un delizioso incontro della moda con lo sport. Vi partecipano "le più leggiadre e graziose automobiliste ospiti della nostra riviera", riferisce il Corriere Padano l'8 agosto 1939. Questi piloti in gonnella devono cimentarsi in giochi dì abilità e dimostrare, percorrendo un tracciato cosparso d’ostacoli, "buone qualità di guida" unite, aggiunge il Popolo dl Romagna, ad "agilità e sveltezza".




