Rimini Amarcord
La storia della Riviera di Rimini a partire dagli anni '20
Gli anni '20: la donna si veste per spogliarsi. Il dopoguerra indirizza la moda verso un abbigliamento più libero e disinvolto. Il desiderio di movimento e d’allegria, che si manifesta con gli entusiasmi per il jazz e per il charleston, e i nuovi mezzi di comunicazione, la bicicletta, l'automobile, i tram, richiedono un vestiario pratico e sportivo... continua
Ritmi d'oltreoceano
Negli anni Venti, d'estate, la parola d'ordine è ballare. Ballano tutti! "E' proprio un miracolo se non ballano le sedie", scrive Il Popolo di Romagna il 28 luglio 1928 durante uno dei suoi soliti reportages sui ritrovi mondani riminesi.
Da ogni parte del lido, fino alle ore piccole, risuona l'eco delle orchestre e una folla elegante, dinamica, giovane si abbandona all'ebbrezza dei balli più moderni... continua
Tutti contro il ballo
La ballomania, in altre parole la voglia sfrenata di ballare, iniziata subito dopo il primo conflitto mondiale, continua imperterrita anche negli anni trenta. Contro questa smania collettiva si scaglia con foga Massimo Bontempelli. "Il ballo è la quintessenza e l’espressione insieme dell'imbecillità"; sostiene l'Accademico d'Italia sulla Gazzetta del Popolo del 16 giugno 1932, avvicinandosi nella violenza dialettica alle invettive che Filippo Tommaso Marinetti lanciava nel 1914 dalle colonne del Gazzettino Azzurro contro il tango... continua
Addio Tabarin
All'inizio degli anni Venti, l'ambiente notturno, espressione di un certo tipo di divertimento libero ed un po’ equivoco, che in precedenza si era identificato nel brioso ed eccitante Cafè-Chantant, subisce una sostanziale evoluzione. I nuovi luoghi di seduzione e di lussuria, che prosperano nelle grandi città, si chiamano Tabarin. Nel loro interno, nella penombra degli abat-jours, tra drappi di damasco rosso e profumi esotici, si muovono stravaganti nottambuli in cerca d’emozioni... continua
Il trampolino del coraggio
All'inizio degli anni Trenta un "diabolico" strumento invade la spiaggia: lo jo-jo. Il passatempo diverte e innervosisce grandi e piccoli. Tutti si rompono il capo nel tentativo di arrotolare e srotolare un cordoncino con una pallina attaccata all'estremità. Con lo jo-jo si fanno gare, si stabiliscono record, s'inventano movimenti, si passano le giornate... continua
Belle e scostumate
La moda balneare continua imperterrita la sua strada verso l'emancipazione e spinge la donna, all'inizio degli anni Trenta, a mostrare sempre qualcosa di più. "Si denudano anche quelle che non hanno nulla da mostrare", scrivono con ironico disappunto i giornali locali piuttosto cauti ad accettare le novità... continua
Velocità ed eleganza
Negli anni trenta il mito della velocità e della tecnologia moderna più avanzata s'identifica con l'automobile. Questo entusiasmante mezzo di locomozione, sogno irrealizzabile per milioni d’Italiani, conquista sempre più. Se le spettacolari imprese dell'Alfa Romeo e di Nuvolari esaltano le masse, d'estate a Rimini, le gimkane soddisfano in pieno le simpatie dei bagnanti. Il tradizionale avvenimento automobilistico si ripete tutti gli anni sul piazzale a mare dello stabilimento e riempie di pubblico chic i giardini e le terrazze del Kursaal e del Grand Hotel... continua
I "due pezzi" autarchico
Gli avvenimenti che si succedono dall'intervento italiano in Africa incidono anche sulla moda e sul costume balneare. La stampa riminese, seppur in linea con le "disposizioni" del Regime, che tentano di proporre un Italiano nuovo che "crede, obbedisce e combatte", si trova spesso nell'imbarazzante situazione di dover conciliare certe esigenze mondane, ritenute frivole, con l'impegno assunto di modificare le abitudini piccolo-borghesi dei bagnanti. D’altronde, la vacanza è divertimento, svago, libertà. E i cronisti sono consapevoli che i riti, le parole d'ordine, lo sventolio dei gagliardetti e tutto il cerimoniale fascista fanno un altro effetto quando, anziché in divisa, si è in costume da bagno o in abito da sera... continua
Non più flirt solo amoretti
Nel "quindicesimo anno dell'Era Fascista, secondo dell'Impero", prende corpo una rigida campagna per la "dignità" della lingua nazionale. Si vuole, con sempre più insistenza e determinazione, liberare la mentalità dell'italiano dalle imitazioni delle costumanze straniere. Il degrado della lingua ha una radice snobistica, si sostiene, quindi, nel mirino delle attenzioni ci sono i luoghi di villeggiatura... continua
Stop ai "giuochetti d'ombrellone"
Nel 1940 la chiusura anticipata delle scuole favorisce un incremento delle prenotazioni d’appartamenti, ville e alberghi fin dai primi di giugno, poi il bel tempo richiama sulla spiaggia una considerevole massa di bagnanti. Sembra, insomma, una stagione come tutte le altre. La gran macchina turistica riminese è in movimento e tutto è pronto per dare inizio alla "bagnatura"... continua





