Come cambia il popolo della notte

A “Sapore 2011”, la mostra internazionale dell’alimentazione della Fiera di Rimini che si è chiusa martedì 22 febbraio si è tenuta la tavola rotonda “Discoteca e dintorni… il futuro” organizzata da SILB-FIPE, l’Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo.

Quello che è emerso dalla ricerca (eseguita da Eurisko nel luglio scorso) è che il popolo della notte è cambiato: la fascia di età dai 18 ai 44 anni è quella che sta emergendo come la più ampia fetta di mercato. Maurizio Pasca, presidente di SILB aggiunge che «alla migrazione dal bar per l’aperitivo al ristorante per la cena e la discoteca, cambiando anche più di un locale durante la serata, si sta sostituendo un nuovo modo di vivere la notte bene e in sicurezza.

Il pubblico, di ogni età, cerca una maggiore qualità: nel cibo e nei drink come nel design, nel servizio e nell’accoglienza. E ha una grande voglia di socializzare, stimolata in questo dalla diffusione dei social network, uscendo di casa per ritrovarsi con gli amici e per incontrarne di nuovi. Anche per questo le piste da ballo si restringono per fare spazio alla zona bar e salotti». Il sociologo Roberto Piccinelli aggiunge che la discoteca, almeno per come la si pensava negli anni Novanta, è morta: «Nessuno entra più in un locale sulla fiducia». Altro dato interessante: la notte pare che ora sia meno lunga, con la tendenza a tornare a casa prima, e non solo per questioni di sicurezza, ma anche di salute e benessere. Edi Sommariva, segretario generale FIPE-Confcommercio aggiunge: «Il mercato è in continua evoluzione ma le regole sono ferme e, oltre che superate dalla realtà, non vengono fatte rispettare. Il mondo politico nazionale continua a non riconoscere questo settore come una fonte di profitto e sviluppo economico, al punto che i locali di divertimento non sono contemplati nel nuovo Codice del Turismo».

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