La battaglia di Federalberghi contro l’anonimato on line

Federalberghi, l’associazione di categoria più rappresentativa del settore ricettivo italiano, sta dando battaglia ai siti di recensione e prenotazione alberghiera on line per chiedere la trasparenza dei commenti lasciati dagli utenti. Lo dice in una nota resa pubblica nei giorni scorsi e in seguito a una lettera che ha inviato al Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e a quello per le attività produttive, Paolo Romani, per chiedere che vengano presi dei provvedimenti contro le recensioni anonime.

La richiesta arriva proprio mentre si discute di Internet in politica a seguito delle polemiche sul Ddl sulle intercettazioni, al cui interno ci sono norme che riguardano la stampa e i blog: Federalberghi vorrebbe che venisse inserito il diritto di replica, l’obbligo dell’identificazione o la responsabilità dell’editore.

Inoltre, in un momento come questo, in cui il turismo – e il suo successo – sono legati sempre si più all’uso di Internet, senza la mediazione delle agenzie, si capisce come questa sia una battaglia cruciale.

A sostegno della sua teoria Bernabò Bocca – il presidente di Federalberghi – ricorda che nei giorni scorsi il tribunale di Parigi ha condannato tre siti, Expedia, TripAdvisor e Hotels.com, a pagare una multa di ben 430 mila euro per aver fornito informazioni errate e confuse ai propri utenti.

La battaglia di Federalberghi è portata avanti con Hotrec (l’organizzazione europea degli alberghi, ristoranti e bar) per poter ottenere pene pecuniarie per i siti che rovinano la reputazione di un esercizio, senza che questi possa rispondere in maniera chiara e efficace.

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