Turismo in Italia: a rischio 50mila posti di lavoro

Il turismo italiano è in crisi. Lo ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, durante l’assemblea della Federazione, che si è tenuta a Taormina. A rischio, secondo Bocca, ci sono posti di lavoro e, più in generale, la precarizzazione di quelli che esistono già.

Bocca ha dichiarato che quando l’industria turistica italiana funziona, questa rappresenta il 10% del Pil. Stando ai dati e alla previsioni si rischia di passare almeno al 9%. Cosa significa? In termini di cifre che 50 mila persone che lavorano in questo settore – sui circa due milioni totali di impiegati – sarebbero a rischio di licenziamento.

Una delle maggiori cause di questa crisi è il crollo della domanda interna: gli italiani viaggiano di meno, con una diminuzione registrata delle presenze del meno 3,5%. La colpa, secondo il presidente di Federalberghi, non è la crisi: nello stesso periodo, infatti, la presenza di stranieri nel Bel Paese continua ad aumentare. Sono infatti in crescita del 9,1% coloro che arrivano dall’estero: ci vorrebbero serie politiche di sviluppo a supporto di queste tendenze che, al contrario, ci fanno capire che l’Italia è ancora una meta turistica ambita nel mondo.

Cosa propone Federalberghi per sanare la situazione? Bocca si è fatto portavoce di un’istanza: la creazione di un tavolo tecnico tra il Governo e i rappresentanti di categoria e di settore del turismo per mettere in atto politiche di rilancio e sviluppo, sostenibili sul lungo periodo. Il rischio, infatti, è quello di far crollare una delle poche industrie floride in Italia, che funziona come motore economico, ma anche come strumento di comunicazione e prestigio.

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