Emilia-Romagna: la regione più “bio” d’Italia

A Bologna si è tenuto, lunedì 25 ottobre scorso, un convegno sull’agricoltura e il biologico dal titolo “Il futuro del biologico in Emilia-Romagna tra orientamento al mercato e nuova Pac” a cui hanno partecipatoalcuni dei maggiori esperti di questo settore in tutta la regione.

Oltre a Tiberio Rabboni, assessore regionale all’agricoltura, erano presenti Paolo Carnemolla di FederBio, Lucio Cavazzoni dell’azienda biologica Alce Nero e Mielizia, Andrea Ferrante di AIAB, Graziella Lasi per la Granarolo, Renzo Piraccini di AlmaverdeBio, Marco Pirani di Progeo, Graziano Poggioli del Caseificio Santa Rita e Giacomo Sala per la BioPiace.

Dai lavori è emerso che il settore dell’agricoltura biologica è un grande volano del territorio: l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per numero di operatori che lavorano nel settore e la prima di tutto il Nord Italia per estensione delle superfici coltivate.

Quante sono le aziende agricole biologiche? In Emilia-Romagna nel 2011 sono ben 2725, con 3585 operatori, mentre nel 2009 erano 2699. Il settore, rispetto al 2009, è in crescita del 2,3%. Sono in aumento anche gli allevamenti biologici, che oggi sono 625, mentre nel 2009 erano 580. L’aumento registrato è del 7,76%. Questo è dovuto anche al fatto che dal 2007 ad oggi al regione ha destinato a questo settore ben 181 milioni di euro di finanziamenti.

La provincia che ha più coltivatori è quella di Forlì-Cesena, che ne conta ben 549, seguita da Parma con 434 aziende agricole bio e poi da Bologna con 359. Ciononostate il biologico oggi rappresenta il 3% del settore agricolo.

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