Confcommercio Pesaro: “no” alla tassa di soggiorno

In un’intervista rilasciata alla versione locale del quotidiano Il Resto del Carlino, Amerigo Varotti, direttore provinciale della Confcommercio della provincia di Pesaro e Urbino spiega perché l’associazione di categoria è contraria alla tassa di soggiorno.

Secondo Amerigo Varotti si tratta di un balzello che, come dicono in molti, fa molto “gola all’amministrazione comunale”. Varotti la ritiene una tassa inopportuna perché, spiega, è come dire: “Vieni in vacanza a Pesaro? Io ti punisco”. A questo si aggiunge il fatto che la sua applicazione a partire dal 2012 creerebbe non pochi problemi agli esercenti del turismo: i pacchetti turistici sono già pronti e se si facesse una cosa del genere subito i soli a pagare sarebbero i proprietari (o gestori) delle strutture ricettive: gli albergatori o i gestori dei campeggi.

Da parte della provincia si assicura che il denaro così raccolto andrà a finanziare opere legate al turismo, anche se ad oggi nessun documento ufficiale è stato firmato.

Ricordiamo che la tassa di soggiorno è un’imposta la cui applicazione, facoltativa, è stata decisa nel marzo scorso con il Decreto sul Federalismo fiscale municipale varato dal Governo e permette alle amministrazioni di applicare un’imposta sulle prenotazioni alberghiere da uno a cinque euro a persona.

Varotti, inoltre, non manca di polemizzare con Rimini che, favorevole alla tassa di soggiorno, chiede che l’applicazione sia omogenea: secondo il direttore della Confcommercio la città romagnola ha sempre fatto le sue scelte in maniera autonoma, anche a scapito della provincia di Pesaro e Urbino e ora non può pretendere il contrario.

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